Lo stato di sovra-indebitamento: la proposta di concordato minore.

30/04/2019

Lo stato di sovra-indebitamento: la proposta di concordato minore.

Lo stato di sovra-indebitamento: la proposta di concordato minore.

Tra le novità introdotte dal D. Lgs. 12.01.2019, n. 14, nuovo Codice della crisi d’impresa e di insolvenza, si registra l’istituto del concordato minore disciplinato dagli artt. 74 e ss., procedura volta a consentire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale o professionale del debitore.

Ai sensi dell’art. 74 del summenzionato decreto ai debitori - diversi dal consumatore - individuati all’art. 2, comma I, lett. c), i quali si trovano in stato di sovra-indebitamento, è riconosciuta la facoltà di formulare ai creditori una proposta di concordato minore. Si tratta, dunque, di uno strumento riservato a tutti coloro che, pur svolgendo attività imprenditoriale, non sono soggetti alle procedure di liquidazione giudiziale e liquidazione coatta amministrativa e neppure al concordato preventivo.

Tale proposta, il cui contenuto è libero, deve indicare specificatamente i tempi e le modalità individuate al fine di superare lo stato di sovra-indebitamento. Al riguardo, si consideri che la normativa in commento consente al debitore di prevedere il soddisfacimento anche parziale dei crediti, da attuarsi in qualsiasi forma, nonché l’eventuale suddivisione in classi dei creditori.

La domanda deve essere formulata tramite un organismo di composizione della crisi (OCC) costituito nel circondario del tribunale competente, organismo al quale il legislatore ha riconosciuto un ruolo fondamentale nello svolgimento della procedura in oggetto.

Esso, infatti, oltre a presentare l’istanza al tribunale competente, è tenuto a predispone il piano e la proposta di concordato minore ex artt. 75 e 76 del D. Lgs. 14/2019 e a curare l’esecuzione del procedimento come ausiliario del giudice.

Il giudice, se la domanda depositata è ammissibile, dichiara aperta la procedura disponendone la relativa comunicazione, a cura dell’OCC, ai creditori ai quali è richiesto di dichiarare, entro un termine non superiore a 30 giorni, la propria adesione o mancata adesione alla proposta di concordato.

È poi l’art. 80 del D. Lgs. 14/2019 a prevedere che, qualora il piano di concordato minore venga approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto, il giudice - verificati l’ammissibilità e la fattibilità economica del piano - omologa il concordato minore con sentenza, disponendo forme adeguate di pubblicità e, se necessario, la sua trascrizione.

Diversamente, nell'ipotesi in cui il tribunale rigetti la domanda di omologa, dichiara con decreto motivato l'inefficacia delle misure protettive accordate e, su istanza del debitore, dispone l’apertura della procedura di liquidazione controllata ai sensi degli articoli 268 e seguenti.

Le norme in commento entreranno in vigore a partire dal 15 agosto 2020.



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